Concordo con l'economista tedesco Thilo Sarrazin che ha pubblicato in Italia il suo libro "L'Europa non ha bisogno dell 'euro".
Considerato il disastro economico che l'Euro ha provocato sull'economia italiana ed europea, abbiamo il dovere di capirne le ragioni.
La grave recessione in cui oggi versa l'Italia ha certamente una pluralità' di cause.
La più' rilevante e' strettamente connessa alla sottrazione di enormi risorse al sistema produttivo italiano per distrarle in favore di speculatori internazionali.
L'aumento della pressione fiscale, anzichè trasformarsi in nuovi investimenti pubblici per opere, servizi e forniture, sta alimentando gli speculatori sui debiti sovrani.
L'Euro, in continuità con il serpente monetario e con lo SME, si è rivelato una straordinaria camicia di forza per l'intera economia europea ed in particolare per quella italiana.
In un periodo storico in cui i Paesi del terzo mondo si stavano evolvendo economicamente, l'Euro si è' trasformato in un freno alla crescita per la gran parte dell'Europa ed in particolare per gli Stati che utilizzavano l'inflazione per la piena copertura del debito pubblico.
Questo blog vuole raccogliere tutte le riflessioni pertinenti affinchè la camicia di forza sia strappata dal corpo del popolo italiano, dopo che ci è stata strettamente cucita addosso con una pressione fiscale divenuta insopportabile, con il patto di stabilità, con la recessione, con l'aumento della disoccupazione, il calo della produttività e della competitività.
Il popolo italiano ha ancora l'energia per riprendere il proprio ruolo di paese industrializzato, a condizione che abbia la possibilità di respirare.
L'Euro sta progressivamente riducendo l'ossigeno all'intera economia italiana.
Prima che sia troppo tardi, occorre riprendere un respiro regolare.
Non possiamo più aspettare. Chi oggi è chiamato a governare l'Italia, si faccia carico della gravità della situazione ed assuma i necessari e coraggiosi provvedimenti.
Primo fra tutti quello di una urgente rinegoziazione del Trattato di Lisbona, di quello di Amsterdam e di Maastricht per far uscire l'Italia dalla zona Euro ed inserirla nello stesso gruppo dei Paesi attualmente fuori dall'Euro e facenti parte degli Accordi Europei di Cambio (AEC o ERM, acronimo di Exchange Rate Mechanism), con una banda di oscillazione immediata non inferiore al 15%.
Ove vi fossero resistenze dei Paesi del Nord Europa alla immediata rinegoziazione, all'Italia non resterebbe altro da fare che recedere con effetti immediati da tutte le norme dei Trattati UE che hanno disciplinato l'Euro, svincolando, contemporaneamente la propria partecipazione nella BCE.
Il percorso è prevalentemente politico, prima ancora che giuridico.
Via la camicia di forza e l'economia italiana potrà riprendere il proprio vigore come i carboni ancora accesi sotto la cenere.
Invito chiunque voglia offrire il proprio contributo ad intervenire per allargare una coscienza collettiva di cosa bisogna fare per uscire dalla peggiore crisi finanziaria che sta investendo l'Italia repubblicana.